Nate Myler
L’abito non fa il monaco. O forse sì?

Conosci quel tipo odioso di persona che si basa solamente su idee preconcette? Dai, mi riferisco a coloro che fanno del pregiudizio la loro unica forma di conoscenza. Ne conoscerai a centinaia.
E’ il classico tipo di persona che in base a come sei vestito, a che musica ascolti o alle compagnie che frequenti, ti cataloga come se fossi un prodotto del supermercato. 

Molto probabilmente adesso ti saranno venute in mente un sacco di persone del genere. E scommetto anche sul fatto che tipi come questi non ti stanno affatto simpatici. E ciò è ovviamente giustificabile: a chi starebbe simpatico un tizio che crede di averti inquadrato solamente attraverso preconcetti? A nessuno.
Con sicurezza però, posso dirti che se anche a te irritano le persone di questo tipo, in realtà sei un genio. Ti stai praticamente sulle palle da solo. Complimenti.

Eh già. Tutti noi facciamo un uso incessante di pregiudizi. E’ una forma primordiale di difesa. Senza di essi saresti perduto.
Ti fideresti mai di un barbone che ti chiede di prestargli 100€ e che giura di restituirteli fra qualche giorno? Non credo.
Magari quella persona è una delle più corrette che ci sono al mondo. Ma a te non interessa. E’ un barbone. E statisticamente i barboni non sono una di quelle persone propriamente affidabili. 

La maggior parte delle persone che conosco però, non ne è consapevole. Credono di riflettere, mentre in realtà stanno solo riordinando i loro pregiudizi. Non vogliono proprio abbandonarsi all’idea di essere persone oggettivamente superficiali.
Prendi un ratto ad esempio. A gran parte delle persone fa schifo solo pensarci. Ma in realtà sono totalmente innocui. Sono solamente succubi della storia.
Non a caso infatti, i topi erano considerati i colpevoli della diffusione della malaria: si infiltravano nelle navi e trasmettevano la malattia ovunque. Ma adesso non c’è più ragione di temerli.
Infondo sono solamente roditori. Per caso ti fanno schifo gli scoiattoli? Anche loro sono roditori, e anzi, sono praticamente uguali ai ratti se non per la coda.
Spiegami allora per quale motivo i ratti non ti vanno tanto a genio quanto gli scoiattoli. Pregiudizi? Sì. Benvenuto nel club.

Nate Myler

Forse è proprio vero che di fatto non esistiamo finché non c’è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati.

Forse è proprio vero che di fatto non esistiamo finché non c’è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati.

Fate l’amore ma non usate un profilattico.

Ognuno di noi ha un muro intorno a sè. Una recinzione che permette di proteggersi dagli attacchi esterni. C’è chi ne ha uno invalicabile con tanto di filo spinato, e c’è chi invece ha una piccola siepe facilmente penetrabile.

Dovete immaginarvi però, che ogni qualvolta una persona viene profondamente ferita, questa tenderà sempre ad innalzare la propria recinzione per premunirsi da un ulteriore attacco. E’ una reazione spontanea e naturale, che a volte però, porta solamente ad esiti negativi.
Spesso questi attacchi ci segnano a vita e diventano la causa essenziale del nostro atteggiarsi freddamente con le altre persone. Ma finiamo col ridurre la nostra vita ad un vuoto e buio percorso.

Ci sono persone il cui muro di recinzione è alto 3 metri ed è completo di filo spinato, apparecchi di videosorveglianza e sentinelle armate. Sono persone che hanno sofferto davvero e non hanno intenzione di ritrovarsi in una situazione simile. Ma siamo veramente sicuri che ciò sia vantaggioso? Vorresti veramente passare un’intera vita senza condividere emozioni di alcun tipo? Ne vale veramente la pena?

Non saprei. Personalmente sono un tipo diffidente per natura, quindi non sono la persona giusta per dirti di buttarti a capofitto in una nuova esperienza. Ti voglio solo far riflettere sul fatto che forse a volte è meglio vivere una vita fatta di alti e bassi, rispetto ad una vita completamente piatta e priva di stimoli. E’ un po’ come la teoria dei cicli economici: periodo di crisi economia, e successiva ascesa, crisi e di nuovo ascesa. Se non ci fosse insomma un periodo di crisi, non potremmo mai vantarci di essere in piena ascesa.

Certo è che un muro così alto, non aiuta affatto con le relazioni sociali. Specialmente nelle relazioni di coppia. Ogni persona ha bisogno di sentirsi amata qualche volta, ma se l’altra non riesce e non vuole dimostrarlo, allora sorgeranno inevitabilmente dei problemi.
Una relazione dovrebbe basarsi sulla fiducia reciproca. Sul costruire quel muro insieme, in modo tale che li protegga entrambi dagli attacchi esterni, mentre questi, completamente nudi, se ne stanno lì a godersi pienamente il loro piccolo spazio. 

Anche perchè sarebbe particolarmente dannoso vivere un’esperienza d’amore e lasciarsi ogni sensazione per sè stessi. In qualche modo è come se si facesse uso di una sorta di preservativo emotivo. E un profilattico non concede mai lo stesso piacere rispetto ad un rapporto non protetto.
Allora il mio consiglio, perlomeno in questo caso, è quello di liberarsene e di concedersi all’amore senza alcuna protezione..

Nate Myler

- Ti piace giocare?- Mmh, si!- Allora facciamo un gioco. Parliamo al telefono, usciamo insieme, ridiamo e scherziamo.- E poi?- E poi niente, il primo che si innamora, perde.

- Ti piace giocare?
- Mmh, si!
- Allora facciamo un gioco. Parliamo al telefono, usciamo insieme, ridiamo e scherziamo.
- E poi?
- E poi niente, il primo che si innamora, perde.

#NateMyler - Atto I°

Dedico questo post a tutti coloro che mi hanno scritto e seguito fino ad ora. A tutti coloro che, curiosi di sapere un po’ più sul mio conto, mi hanno fatto un sacco di domande nella posta di Tumblr o su Twitter.
Per ragioni di tempo ho raccolto tutte le vostre curiosità e domande ricorrenti su questo post, parlando di me, della mia vita e di chi sono.

Sono capitato su Tumblr circa un mese fa per caso. Inizialmente non avrei mai creduto di aver voglia e tempo di portare avanti un blog. Nè tantomeno che i miei post suscitassero interesse e fossero veramente d’aiuto a qualcuno. Ma a quanto pare, così è stato. E ne sono davvero contento.
Ho quasi 22 anni, sono toscano e frequento il terzo anno di giurisprudenza. Ho scelto questa facoltà proprio perchè sono affascinato dal mondo del diritto: una delle più grandi e indispensabili costruzioni dell’uomo. Ma non fatemi entrare in questo argomento.. altrimenti rischierei di parlarne per ore.

Molti di voi mi hanno chiesto il motivo per cui ce l’ho con il mondo. Bhè.. Innanzi tutto vorrei tranquillizzarvi nel sottolineare che non ce l’ho con nessuno. In realtà tutto quello che scrivo è solo frutto di alcuni pensieri, di ragionamenti e citazioni che mi hanno particolarmente colpito. Quindi ci tengo a precisare che non sono affatto il classico depresso lagnoso, anzi. Probabilmente coloro che mi conoscono sosterrebbero l’esatto contrario.
E anche se al 99% delle persone che non mi conoscono sto decisamente antipatico (forse per ragioni più che valide, essendo a prima vista un po’ troppo sicuro di me) sono una persona tanto positiva e piacevole quanto razionale, materialista e orgogliosa, troppo orgogliosa. E forse è proprio questo il mio difetto: l’orgoglio.

Qualcuno mi ha chiesto invece cosa ne penso dell’aspetto fisico. Se in poche parole guardo alle persone solamente alla loro anima o anche al loro apparire. La mia risposta è piuttosto scontata. Io stesso sono una persona che tiene al suo aspetto. Lo ritengo importante, se non fondamentale. Poi certo, è ovvio che il cuore e il cervello hanno bisogno del loro spazio. Un torta può essere visivamente fascinosa, ma se è disgustosa nessuno ne prenderebbe un’altra fetta. Ci siamo capiti.

Altre persone invece mi hanno chiesto di parlare del mio status sentimentale e in particolare se sono mai stato innamorato. E questa è una domanda che mi mette un po’ in difficoltà. Diciamo soltanto che probabilmente lo sono stato, o magari lo sono ancora. Il problema è sempre quello, l’orgoglio. Molto probabilmente c’è una lei nel mio cuore, ma per ragioni che per ora non vado a spiegarvi ho deciso di allontanarmi e dimenticarla, o perlomeno di cercare di farlo. Quindi sì, sono un coglione single.

Vorrei passare adesso ad una domanda che mi ha particolarmente colpito. Una ragazza, Livia se non sbaglio, mi ha confidato che la prima cosa che chiede ad una persona è “se ha qualche passione in particolare”. E’ una domanda che mi ha affascinato proprio perchè di norma quando si vuole conoscere qualcuno si tirano fuori le classiche domande di circostanza. Mentre lei invece no, mi ha esplicitamente chiesto se c’è qualche cosa in particolare che mi appassiona.
A dir la verità cara Livia, la mia più grande passione sono le persone, la gente. Tu sei una mia passione. Ogni singola persona che mi passa di fronte o mi scrive un semplice ‘ciao’ è una mia passione. E dovrebbe esserlo anche per voi perchè infondo siamo uomini, e come tali siamo legati l’un l’altro da sentimenti ed emozioni più o meno nobili. E nessuno può prescindere da quelle emozioni.

Per concludere, vi ringrazio di nuovo per l’intervento attivo che mi dimostrate. Non è passato neanche un mese da quando mi sono iscritto e avete già superato quota cento lettori.
Qualora lo vogliate quindi, non esitate nel rispondermi o domandarmi qualunque cosa vi passi per la mente. Sarò lieto di rispondervi, e perchè no: al raggiungimento dei duecento lettori potrei farlo con un #NateMyler - Atto II°.. non vedo l’ora.

Nate Myler

Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci più a nostro agio?È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale: quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.

Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci più a nostro agio?
È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale: quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.

Mini-Pony & Serial Killer

Lo sapevate che i nostri gusti sono una conseguenza dell’istinto di sopravvivenza? Proprio così. Se per esempio ti piacciono incredibilmente le arance, molto probabilmente è perchè all’interno di queste c’è una sostanza di cui il tuo organismo ha carenza. Ovviamente con ciò non voglio spingerti ad ingozzarti di nutella, ma è interessante trattare di questo argomento sotto altri punti di vista. Infondo è un geniale strumento di cui madre natura ci ha dotati, non trovi?

Se ci pensiamo, con lo stesso ragionamento possiamo ritenere che anche la preferenza di un libro giallo rispetto ad un romanzo potrebbe significare qualcosa. Magari anche i nostri stessi gusti musicali possono in qualche modo essere sintomo di ciò che ci manca.
C’è qualcuno che per esempio sostiene che la ‘musica dance’ non si possa proprio ascoltare perchè non trasmette nulla ed è noiosamente assordante. Io al contrario ho sempre considerato in generale la “musica” solamente come tale: un insieme di suoni che se messi bene in esecuzione riescono a trasformarsi in armonia. Non ho quindi mai capito perchè di fatto una canzone dovesse trasmettere per forza qualcosa. Non deve semplicemente essere piacevole all’udito? 

Forse però in base al ragionamento di prima, chi ricerca una sensazione in particolare ascoltando musica, è solamente perchè in realtà ne è carente. Forse sì. Magari colui che ascolta musica d’amore lo fa soltanto perchè sente il bisogno di amare e di essere amato. 
Stesso ragionamento si può fare con la scelta di un film. Prendiamo ad esempio i cinepanettoni. Io sono uno di quelli che quasi ogni anno si è recato a fare qualche risata al cinema per Natale. Ho sempre odiato coloro che li ritengono: “film inutili, dalla risata facile e che non ti aiutano di certo a pensare”.
Ma che hanno loro da pensare? Non riescono per caso ad avere momenti della loro quotidianità per ragionare su qualche concetto e/o problema etico? Non riescono proprio a ritagliarsi un secondo della loro vita per pensare a qualcosa? Devono per forza farlo ascoltando quel tipo di musica o guardando film impegnati?’

Per quel che mi riguarda i miei pensieri giornalieri sono anche troppo a mio avviso. E non ho di certo bisogno di incrementarli guardando un film o ascoltando musica.
Ecco perchè non voglio che mi si rompano le palle se qualche volta ascolto musica dance o mi va di vedere una cazzata colossale di film. Magari siete voi che vivete in un mondo di Mini-Pony e sentite l’esigenza di vedere un film o ascoltare un certo tipo di musica che vi riesca a trasmettere qualcosa di cui siete carenti. Per me non è così. A me la vita trasmette tanto, forse troppo. E a volte voglio solo staccare la spina per un momento. 

In poche parole: ad ogni tuo gusto corrisponde una carenza. Un bisogno più o meno passeggero, ma che andrebbe colmato.
- Stai ascoltando David Guetta ballando per tutta la stanza? Hai sicuramente bisogno di scappare un po’ dai problemi e dai pensieri quotidiani;
- Stai riguardando il film ‘Ghost’ invidiando l’amore dei protagonisti? Non stare lì impalato.. esci e trova la persona della tua vita. La persona di cui hai bisogno;
- Stai leggendo un giallo e ti intriga l’odio che porta una persona ad uccidere l’altra? Ok, no. Forse c’è qualcosa che non va. Sei un papabile serial killer. 

Nate Myler

- E’ simpatico, ma non potrebbe funzionare tra voi..- Davvero?- Ne sono certo.. Sensibile, tratti decisi, tipo quadrato..- E questo è negativo?- Sì.. sei tu al maschile.. Lo Yin ha bisogno dello Yang non di un altro Yin. Yin e Yang sono l’armonia, Yin e Yin sono una coppia di panda.- Io non voglio essere un panda!- Allora scegli me. Sono io il tuo yang.

- E’ simpatico, ma non potrebbe funzionare tra voi..
- Davvero?
- Ne sono certo.. Sensibile, tratti decisi, tipo quadrato..
- E questo è negativo?
- Sì.. sei tu al maschile.. Lo Yin ha bisogno dello Yang non di un altro Yin. Yin e Yang sono l’armonia, Yin e Yin sono una coppia di panda.
- Io non voglio essere un panda!
- Allora scegli me. Sono io il tuo yang.

Oh sì.. Non immagini neanche quanto!

Invidia. Una brutta bestia.
Fortunatamente è un sentimento che non mi è mai appartenuto. Forse perchè credo troppo in me stesso. Forse perchè tengo poco di conto le opinioni altrui. Non so di preciso quale ne sia il motivo. Posso solo ritenermi fortunato.

Per carità, non ho niente da obiettare al fatto d’esser invidiosi, anzi, mi piace proprio l’idea che qualcuno in questo momento mi stia odiando solo per il semplice fatto che non gli sto propriamente simpatico. Lo trovo gratificante.
E ti spiego anche perchè..

L’invidia deriva dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto avete raggiunto voi. Una persona competente e sicura di sé è incapace di ogni sorta d’invidia.

E’ sempre stata riconosciuta come umana, quell’esigenza di screditare colui che istintivamente riconosciamo come migliore di noi. Infondo è una sorta di autotutela. Le persone cercano in tutti modi di trovarti un lato negativo, e se non ci riescono se lo inventano di sana pianta. E in quel caso, quando la voce è partita, preparati. Farà un bel giro turistico di bocca in bocca per sfamare tutti coloro che ne hanno bisogno. E fidati, sono in tanti.
Sia chiaro, qualcuno non lo fa neanche con cattiveria. Magari ne è fottutamente convinto. E in quel caso ci starebbe bene un abbraccio con tanto di sarcastica pacca sulla spalla per invitarlo a fare pace con il cervello.

L’invidia è invariabilmente sintomo di insicurezza neurotica. Solamente le persone che non hanno una grande stima di sè stesse sentono il bisogno di abbattere gli altri. Un disperato bisogno di farti soffrire per rassicurarsi del fatto che non sono solamente loro che stanno male. 
Nella vita avrai sicuramente conosciuto persone sempre pronte a giudicare. Persone sempre pronte a metterti i bastoni fra le ruote solo per il gusto di farlo. E’ gente malata, gente che affonda nella sua insicurezza e se ne tira fuori tirando calci a destra e a manca. Ma l’uomo infondo è un animale, e come tale aggredisce quando si sente minacciato.

Pertanto sentiti appagato se qualcuno ha parlato male di te. Mettiti nell’ottica che in quel momento, quella persona ha dedicato 5 minuti della sua vita a te. E se lo ha fatto veramente, vuol dire che qualcosa l’ha colpita. C’è stato qualche sua insicurezza che l’ha spinta a farlo. Molto probabilmente si chiama invidia. Ed essere invidiati è sempre meglio che essere compatiti. Quindi se ti hanno appena infamato, sorridi! E’ praticamente il tuo giorno fortunato.

Sarò anormale io eh, su questo non c’è dubbio. Però a volte sento il bisogno di sapere che qualcuno parla male di me. E’ come se volessi in qualche modo verificare il mio status d’eccellenza rispetto agli altri. E ciò non fa altro che aggiungere un mattoncino in più alla mia malsana, e forse ridondante autostima. Perchè se qualcuno parla male di te, vuol dire che di certo non fai pietà. E chi vuol fare pietà? Nessuno. Se quindi non c’è neanche una voce maligna sui tuoi conti, bhè.. io al tuo posto mi farei delle domande.

Proprio in questo periodo ho sentito più voci sul mio conto che ‘Ai se eu te pego’ alla radio. Alcune di queste sono veramente persistenti e esilaranti allo stesso tempo.
Ma adesso che anche tu sai il motivo per il quale credo che queste voci circolino.. Avanti, chiedimi se sono felice..

Nate Myler

Conoscete la coppia perfetta? Le due anime gemelle il cui amore non finisce mai? I due innamorati il cui rapporto non è mai minacciato? Il marito e la moglie che hanno piena fiducia l’uno dell’altra? 
Se non conoscete la coppia perfetta, lasciate che ve la presenti: è in piedi sopra uno strato di glassa. Il segreto del loro successo? Beh, per cominciare non sono costretti a guardarsi.

Conoscete la coppia perfetta? Le due anime gemelle il cui amore non finisce mai? I due innamorati il cui rapporto non è mai minacciato? Il marito e la moglie che hanno piena fiducia l’uno dell’altra?

Se non conoscete la coppia perfetta, lasciate che ve la presenti: è in piedi sopra uno strato di glassa. Il segreto del loro successo? Beh, per cominciare non sono costretti a guardarsi.